La prima volta che il single partecipa a un party per single

La prima volta che il single partecipa a un party per single

Nella nostra società odierna si è venuta a creare una quota molto consistente di persone single. Alcuni di questi lo sono perché non sono riusciti, pur desiderandolo a trovare il partner, altri perchè si sono separati dal partner, altri ancora probabilmente perché trasferiti nelle grandi città e sradicati dalla realtà sociale e familiare di appartenenza. Nel contempo sono nati in tutto il paese e maggiormente nelle grandi città una grande quantità di locali per single, di party ed eventi per single, di speeddate , per rispondere ai bisogni di solitudine e di socializzazione dei single.
Dopo una lunga esperienza vissuta col mondo dei single, di confidenze raccolte, di testimonianze, di osservazioni sistematiche, abbiamo voluto riportare in questo articolo quanto succede all’individuo quando deve partecipare e condividere un gruppo estraneo e in questo caso gruppo di single.
La prima volta che il single decide di partecipare a un evento per single: cena con uomini e donne single, serate dancing con uomini e donne single, speeddate, gite per single. Si trova a dover fare i conti con un pensiero che sbarra la strada ai suoi buoni propositi di socializzare con altri single. Questo pensiero che ostacola la socialità gli dice: Io non ho nulla da spartire con questi. Si tratta di un normale meccanismo di difesa mentale che in maniera involontaria opera per proteggere l’identità del soggetto. Gli altri o per un motivo o per un altro gli appaiono tutti come inferiori a lui. Più l’identità del soggetto è fragile e rigida più gli altri vengono visti come poco interessanti da conoscere.Mentre il bisogno di allontanarsi dal luogo, di non partecipare diventa primario. Il Single che si accinge a entrare in un locale o evento per single si trova a doversi dimenare con due forze contrapposte, una gli dice: trova una scusa e vai via, qui non c’e nessuna persona interessante da conoscere. L’altra invece gli dice: sforzati, se vuoi uscire dalla solitudine devi almeno tentare di conoscere altre persone libere come te.
In alcuni vince la forza della fuga, che talvolta dura anche per anni prima di poter essere contenuta. In altri, pur con qualche sforzo vince la volontà di partecipare, di mettersi in gioco, di buttarsi nella mischia e socializzare.
Fra quelli che riescono a partecipare, i soggetti che possono disporre di una buona quota di umiltà e ad affrontare le diverse situazioni relazionali conoscitive man mano che si presentano, senza rincorrerle e senza respingerle, riscuotono un maggiore successo relazionale.
Dall’altro lato coloro che sono alla ricerca e alla rincorsa, oppure al bisogno di distanziare la confidenza hanno meno successo.
Le spiegazioni che si danno “non ho nulla da spartire con questi” talvolta hanno anche qualche fondamenta, ma il disagio che ne deriva è sproporzionato. Probabilmente vengono sfruttati dei motivi obiettivi per dare senso al disagio che si vive quando l’equilibrio della propria identità sente di essere minacciato dalla “mischia”. In realtà si tratta di una certa debolezza o incapacità a socializzare e a relazionarsi emotivamente.
Roma Settembre 2020
Biografia: Esperienze nei gruppi di Wilfred Bion – Ed.Armando -1971-
Freud A (1936) L’Io e i meccanismi di difesa. In: Opere, vol. I. Bollati Boringhieri, Torino
Freud S (1899a) Ricordi di copertura. In: Opere, vol. II. Bollati Boringhieri, Torino
Lingiardi V, Madeddu F . (2002) I meccanismi di difesa. Teoria, valutazione, clinica. Raffaello Cortina Editore, Milano
L’Io e i Meccanismi di Difesa – Anna Freud –Boringhieri
Anna Freud, L’io e i meccanismi di difesa, Milano, 2012, Giunti Editor
J. Sandler, L’analisi delle difese. Conversazione con Anna Freud, Bollati Boringhieri, Torino, 1990
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